l'analisi

di Pasquale Monea
presidente
Camera di commercio  Chieti Pescara

Il sistema imprenditoriale delle province di Chieti e Pescara nel primo semestre 2025

Al 30 giugno 2025 il sistema imprenditoriale della Camera di commercio di Chieti-Pescara risulta costituito da 79.653 imprese. Chieti si conferma la prima realtà regionale per numero di imprese (43.224 imprese, il 30,0% delle imprese regionali), seguita proprio dalla provincia di Pescara (36.429 imprese, il 25,2%).


Nel primo semestre di quest’anno il saldo tra aperture e chiusure è stato positivo, pari a 44 unità (al primo semestre del 2024 era negativo e si attestava invece a -149 imprese). Il risultato di quest’anno è dovuto al saldo positivo della provincia di Pescara con 52 imprese. Complessivamente si sono iscritte 2.228 nuove imprese e vi sono state 2.184 cessazioni di attività.
In Italia invece il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato di +29.739 rispetto ad analogo semestre 2024, in cui il saldo registrato si attestava su 18.538 imprese.
Anche quest’anno il Mezzogiorno mette a segno l’incremento più consistente del primo semestre, con un saldo di +10.105 imprese, seguito dal Centro (+8.036), dal Nord-Ovest (+7.800) e dal Nord-Est (+3.798).
La crescita semestrale del numero delle imprese nelle due province di Chieti e Pescara considerate complessivamente registrata un +0,1%, risultato imputabile alla sola crescita nella provincia di Pescara (+0,1%). Di contro, al 30.6.2025 rispetto al 30.6.2024, si osserva ancora una diminuzione del numero delle imprese iscritte al Registro camerale (-0,5%), che passano da 80.024 a 79.653 per effetto di una diminuzione nella provincia di Chieti del -0,9% (Pescara: +0,1%.
L’analisi dei dati storici delle iscrizioni relative al primo semestre dal 2019 al 2025 mostra che ancora non c’è stato un pieno recupero dei valori pre-crisi della natalità, se si confrontano le 2.228 iscrizioni di impresa di questo semestre con quelle del 2019, quando si attestavano su 3.146 unità.
Un ulteriore dato che permette di cogliere l’effettivo incremento del tessuto imprenditoriale riguarda il numero delle imprese attive, ossia di quelle imprese che sono risultate produttive per almeno sei mesi nel corso dell’anno.
Rispetto al primo semestre 2024, a fine giugno 2025 si registra una diminuzione del -0,2% per le due province considerate complessivamente. Il loro numero passa da 68.413 a 68.247.
Le imprese attive diminuiscono dello 0,5% nella provincia di Chieti (si passa dalle 38.051 unità di giugno 2024 a 37.863) e aumentano del +0,1% nella provincia di Pescara (dalle 30.362 a 30.384 unità).
L’analisi dell’anno di iscrizione delle imprese attive suggerisce ulteriori riflessioni.
Al 30 giugno 2025 il tessuto imprenditoriale attivo presenta una composizione orientata verso imprese di recente costituzione. Oltre la metà delle realtà attuali è stata iscritta dopo il 2010 (55,4%; 37.786 imprese), con un peso rilevante sia delle imprese avviate nel decennio 2010–2019 (32,2%; 21.960 imprese) sia di quelle iscritte dal 2020 in poi (23,2%; 15.826 imprese). Le imprese iscritte tra il 1980 e il 1989 sono 3.621, pari al 5,3% del totale, e rappresentano realtà che hanno superato la soglia dei 35 anni di attività, consolidandosi nonostante i cambiamenti strutturali dell’economia e le prime fasi di globalizzazione.
Nel decennio successivo, 1990–1999, si contano 11.681 imprese (17,1%), molte delle quali hanno attraversato e superato la crisi dei primi anni ’90, beneficiando poi della crescita legata all’ingresso nell’euro e all’espansione del mercato unico europeo. Il periodo 2000–2009, con 13.968 imprese (20,5%), testimonia una fase di intensa attività imprenditoriale che, pur avendo subito l’impatto della crisi finanziaria del 2008–2009, ha visto numerose realtà sopravvivere e stabilizzarsi nel tempo.

Le imprese con oltre 45 anni di attività – quindi iscritte prima del 1980 – sono una quota residuale: solo lo 0,1% risulta attivo da prima del 1960 e appena l’1,7% è stato iscritto prima del 1980.
Dalla disaggregazione dei dati per forma giuridica, emerge come le ditte individuali continuano a rappresentare la componente numericamente più importante del sistema imprenditoriale locale. Infatti, il 55% delle imprese delle due province di Chieti e Pescara sono ditte individuali. Il 61,9% delle nuove imprese iscritte nel semestre ha riguardato le ditte individuali pari a 1.380 unità, mentre le società di capitali si sono attestate su 716 unità pari al 31,2%. Se le nuove iscrizioni di ditte individuali sono le più numerose, altresì vale anche per le cessazioni che per le ditte individuali hanno rappresentato il 75,3% delle cessazioni complessive attestandosi nel primo semestre 2025 a 1.645 imprese, facendo registrare un saldo negativo pari a -265. Il saldo negativo delle ditte individuali è stato tuttavia compensato da quello positivo delle società di capitali (+376 imprese come saldo tra 716 nuove iscrizioni e 340 cancellazioni).
Rispetto al 30 giugno 2024, il numero delle imprese registrate come società di capitali cresce del +2,3, attestandosi a 24.814 unità. Questo dato evidenzia pertanto la tendenza del sistema produttivo locale a crescere grazie all’espandersi di forme d’impresa patrimonialmente più solide e che tendono a posizionarsi sul mercato con maggiore competitività. Di contro, le società di persone (l’11,8% delle imprese totali) hanno registrato una diminuzione del 2,1%, attestandosi a 9.390 unità.
Anche l’analisi delle imprese attive per forma giuridica mostra una maggiore prevalenza delle imprese individuali, seguite dalle società di capitali e dalle società di persone.
Il patrimonio informativo del Sistema camerale consente anche di effettuare un’analisi dei settori economici più rilevanti per l’economia del territorio.
A partire dal 1° aprile 2025, l’ISTAT ha adottato la nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2025, che sostituisce la precedente versione ATECO 2007 (aggiornata al 2022). La revisione riflette l’evoluzione dell’economia reale e ha comportato modifiche significative a livello di classi, gruppi e divisioni, con l’obiettivo di aggiornare la struttura produttiva italiana in linea con i nuovi scenari tecnologici e organizzativi.
Dal punto di vista strutturale, la nuova classificazione mantiene la suddivisione alfabetica in sezioni (da A a V), ma introduce una nuova sezione, la K, dedicata alle attività ICT e informatiche, precedentemente incluse nella sezione J. Di conseguenza, tutte le lettere successive alla K slittano di una posizione rispetto alla classificazione del 2024.
La comparazione dei dati per macrosettore (sezione contrassegnata da lettera) tra ATECO 2025 e ATECO 2007 è possibile, ma richiede alcuni accorgimenti metodologici.
In alcune sezioni, infatti, si riscontrano ristrutturazioni interne (accorpamenti, nuove classi, ridefinizioni) che, pur modificando il dettaglio, non alterano la comparabilità a livello aggregato. Tuttavia, alcune attività sono state ricollocate in sezioni differenti, modificando la composizione degli aggregati settoriali. In particolare:

  • Le attività di sviluppo di progetti immobiliari, precedentemente classificate nella sezione F – Costruzioni, sono state spostate nella sezione M – Attività immobiliari. Tale modifica può generare una diminuzione apparente dell’aggregato del settore delle costruzioni.
  • Le attività di riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli sono state trasferite dalla sezione G – Commercio alla nuova sezione T – Altri servizi.
  • Il nuovo aggregato T Altri Servizi oltre le attività di riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli comprende la nuova classe 95.10, dedicata alle attività di riparazione e manutenzione di computer e apparecchiature per le comunicazioni
  • La nuova Sezione J – Attività editoriali, trasmissioni radiofoniche e produzione e distribuzione di contenuti include esclusivamente le attività editoriali, radiotelevisive e di produzione/distribuzione di contenuti. Dalla precedente sezione J (ATECO 2007), sono state scorporate le attività ICT e ricollocate nella nuova Sezione K – Telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica, infrastrutture informatiche e altri servizi d’informazione. Pertanto, per confrontare i dati del 2024 classificati nella sezione J, è necessario sommare le sezioni J e K secondo la nuova classificazione ATECO 2025, al fine di mantenere coerenza aggregata nei dati.

Complessivamente nelle due province di Chieti e Pescara il 56,4% delle imprese attive è concentrato in tre soli settori: il commercio (15.368; il 22,5% delle imprese attive complessive), l’agricoltura (14.768 imprese; il 21,6%) e le costruzioni (8.330; il 12,2%).
Seguono, quanto a numerosità, le imprese del comparto manifatturiero (5.491 imprese, pari all’8%) e turistico (4.826 imprese, il 7,1%); mentre superano la soglia del 3% le altre attività di servizi (6,9%), le attività professionali, scientifico-tecniche (4%), Attività amministrative e di servizi di supporto (3,9%) e attività immobiliari (3,3%).
A livello provinciale, è possibile notare la vocazione agricola di Chieti, dove sono localizzate 10.970 imprese attive delle 14.768 imprese attive nel settore primario nelle province complessivamente considerate di Chieti e Pescara; allo stesso modo, si nota un maggior peso della componente commerciale nella provincia di Pescara, dove sono presenti 8.113 imprese attive delle 15.368 imprese commerciali complessivamente attive nelle due province.
Rispetto al 31 dicembre 2024, i settori economici che hanno subito una crescita riguardano le attività immobiliari con +10.7% (2.229 imprese) e le altre attività di servizi con +31,1% (4.698). Tale incremento risente in parte della riclassificazione dei codici ATECO, che ha comportato lo spostamento dell’attività di sviluppo di progetti immobiliari, precedentemente incluso nella sezione F – Costruzioni, nella sezione delle Attività immobiliari, mentre diverse attività di riparazione (prima attribuite al commercio) sono confluite nella sezione Altri servizi. Pertanto, l’aumento osservato può riflettere, oltre a una crescita reale, anche un effetto statistico dovuto alla riclassificazione.
Si registra una crescita anche per le imprese di fornitura di energia elettrica e gas (+7,5%, attestandosi a 187 unità), le imprese di istruzione e formazione (+3,8% con 440 unità), quelle amministrative e di servizi di supporto come il noleggio e agenzie di viaggio (+2,8% con 2.643 unità). Con una crescita di poco superiore al 2% si contano siano le Attività per la salute umana e di assistenza sociale (+2,4%, 517 imprese) sia quelle artistiche, sportive e di divertimento (+2,2%, 1.276 imprese).

Le imprese che crescono – ma al di sotto del 2% – sono le attività finanziarie e assicurative che si attestano a 1.551 imprese (+1,9%) e le attività editoriali e di telecomunicazioni complessivamente considerate (+1,5% con 209 Attività editoriali, trasmissioni radiofoniche e 1.309 imprese di Telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica).
Tutte le altre attività hanno subìto invece una decrescita. La flessione più consistente si registra nel commercio. Rispetto al 31 dicembre 2024, il settore del commercio (sezione G) ha registrato una riduzione complessiva del -7,2%, pari a 1.194 imprese in meno (passando da 16.568 a 15.368 unità). Tale flessione può essere in parte attribuita all’introduzione della nuova classificazione ATECO 2025, che ha comportato lo spostamento di alcune attività di riparazione (come la manutenzione di autoveicoli, apparecchiature elettroniche e beni per uso personale) dalla sezione G alla nuova sezione T – Altri servizi. Pertanto, il calo osservato non riflette necessarimante una contrazione reale del comparto commerciale, ma può derivare anche da effetti strutturali legati alla riclassificazione delle attività economiche.
Un’ulteriore informazione sul patrimonio imprenditoriale del territorio riguarda la tipologia prevalente dell’imprenditore. Complessivamente, nelle province di Chieti e Pescara, come nel resto d’Italia, donne, giovani e stranieri hanno guadagnato un peso crescente.
Al 30.06.2025 quasi la metà delle imprese del tessuto produttivo delle province di Chieti e Pescara a titolarità femminile, giovanile o straniera (44%).
Le 18.173 imprese femminili rappresentano la categoria più rilevante quanto a incidenza sullo stock complessivo (26,8%) in diminuzione rispetto al 31.12.2024 del -0,7%.
Le imprese giovanili attive nelle province di Chieti e Pescara ammontano a 4.732 unità, registrando una contrazione del -8,6% rispetto a fine anno 2024. Sebbene il numero complessivo sia in calo, questo fenomeno è spesso influenzato dall’innalzamento dell’età anagrafica dei soci, che determina l’uscita automatica di alcune imprese dalla categoria “under 35” pur restando attive.
Gli imprenditori stranieri detengono la titolarità del 9,6% delle imprese locali, con un incremento del 2,1% rispetto al 31.12.2024, attestandosi su 6.724 unità.
Al 30 giugno 2025, nelle province di Chieti e Pescara risultano registrate complessivamente 107.872 persone con una carica in impresa, in lieve aumento rispetto alle 107.753 di fine 2024 (+0,1%). L’analisi per classi di età evidenzia una struttura anagrafica fortemente concentrata nelle fasce più mature: oltre la metà dei titolari, soci e amministratori (50,8%) ha un’età compresa tra i 50 e i 69 anni, con 54.782 persone registrate (Chieti: 29.410; Pescara: 25.372), in lieve crescita rispetto a sei mesi prima (+1,4%).
Segue la fascia 30-49 anni, che conta 32.234 persone (29,9% del totale), in calo del -4,2%. Gli over 70 rappresentano il 16,2% del totale, pari a 17.488 soggetti (Chieti: 10.038; Pescara: 7.450), con un incremento del +6,5% rispetto al 31.12.2024. Le classi più giovani restano invece marginali: gli under 30 costituiscono appena il 3,1% del totale (3.368 persone), in diminuzione del -7,4%.
Questo quadro conferma la prevalenza di figure imprenditoriali con lunga esperienza come anche l’esigenza di un ricambio generazionale, che al momento appare ancora limitato.