Angela Chiumeo
Responsabile Ufficio "Ufficio PatLib, marchi e brevetti"

Progettazione di un brand e brand identity

Oggi proviamo un po’ a riflettere su quali passi sia necessario compiere quando nasce una nuova impresa e cosa sia opportuno e necessario progettare accuratamente per creare un’azienda di successo.

Innanzitutto bisognerà studiare come i potenziali clienti possano approcciarsi all’azienda: sarà opportuno, quindi, pensare ad un nome che si possa ricordare facilmente ma non banale, che possa distinguersi da altri segni potenzialmente concorrenziali e goda di ampi margini di difendibilità.  Questo segno dovrà comunicare i valori che voglio trasmettere attraverso l’attività dell’azienda, che rappresenta la mission e la personalità imprenditoriale: in sostanza deve tendere a stabilire una connessione emotiva con il target di riferimento; nella progettazione sarà necessario tenere in conto che un potenziale cliente ricorderà per prima cosa il nome e l’immagine con cui si presenta. In sostanza del marchio.

Tuttavia, una volta trovato il nome aziendale, sarà opportuno “vestirlo” di un’immagine accattivante, di un’identità visiva coerente e curata che testimoni affidabilità e professionalità; accompagnarlo da una operazione di marketing che comporti per l’azienda un vantaggio competitivo e la fidelizzazione del cliente, anche grazie al supporto di una comunicazione e di un design efficace.

Tutto quanto sopra descritto è stato il tema e il filo conduttore del seminario organizzato dal PatLib della Camera di commercio di Chieti Pescara in data 18 settembre 2025 dal titolo: “Progettazione di un brand e brand identity” nel quale sono intervenuti in qualità di relatori il Dott. Ioselito Iezzoni, titolare dello Studio Seegno  di Tortoreto (Te), la Dott.ssa Debora Bernocchi e l’Ing. Maurizio Bisogni, consulenti di proprietà industriale dello studio Giambrocono & C. Spa di Milano e l’Avv. Stefano Carriero, dello studio Carriero di Pescara.

In particolare il Dott. Iezzoni ha relazionato su come viene elaborato lo studio di un Brand, cioè di tutta l’immagine aziendale e di come essa si mostra e cosa comunica ai potenziali clienti, sottolineando da quali concetti sia opportuno partire per permettere ad un’azienda di essere riconoscibile, immediatamente memorizzabile e facilmente distinguibile rispetto alla concorrenza.  Un brand aziendale può, quindi, essere costituito da una serie di segni distintivi che possono essere utilizzati contemporaneamente o anche separatamente che permettano al cliente un’identificazione immediata sia visiva che sonora (è possibile depositare anche marchi sonori o di movimento, infatti) che permettano all’impresa di farsi notare emergendo. Per chiarire questi concetti potremmo provare a pensare ad alcune semplici operazioni che compiamo quotidianamente, come accendere un supporto hardware, un telefono o semplicemente ricordare un piccolo jingle originale che ci presenti un prodotto durante la pubblicità. Mentalmente, anche senza pronunciarlo, siamo portati a collegare tutti questi segni al nome del prodotto o del servizio. Marchi che abbiano queste caratteristiche restano nella memoria e tendono a lasciare un’impressione duratura, mirando a colpire l’attenzione rievocando esperienze, emozioni, storie o messaggi. Con tali caratteristiche il cliente potenziale sarà orientato a percepirlo come unico, favorendo un posizionamento sul mercato più vantaggioso rispetto ad altri marchi concorrenziali. Gli esempi pratici, hanno poi evidenziato come alcuni particolari relativi all’attività, ai titolari dei marchi, alla geografia, ai prodotti da tutelare, possano portare alla concezione di segni che, unitamente ad una forte strategia di marketing e ad una serie di domande a tutela del design, ad esempio il packaging, possano essere vincenti strategicamente favorendo un alto posizionamento sul mercato. La Dott.ssa Bernocchi, unitamente all’Ing. Bisogni, hanno poi sottolineato la necessità di porre attenzione a tanti piccoli particolari che potrebbero concorrere a rendere vincente la strategia progettata, in relazione al messaggio da veicolare con i marchi: un buon brand, oltre alle sue caratteristiche normativamente stabilite, sarà quello che alla vista, al tatto e all’udito saprà far passare messaggi positivi e appaganti. Hanno poi approfondito la questione relativa alla tutela del brand passando ad esaminare altri possibili corollari rispetto al marchio: una domanda di brevetto è inerente la tecnica che è intrinseca ad un prodotto innovativo, ad esempio, mentre l’aspetto estetico di un prodotto, che pure è importante e necessario, può essere tutelato come domanda di design. Alcune tipologie di diritti non rientrano nelle tutele sopra elencate, quali ad esempio le opere dell’intelletto, che sono tutelate dal diritto d’autore e dal Copyright. Si è chiarito, quindi che, anche se generalmente il marchio è considerato un sinonimo di brand, in realtà è solo una parte, sebbene essenziale di esso, che in realtà concorre allo sviluppo del brand stesso nella sua complessità. È come se il marchio e l’aspetto grafico fosse la punta dell’iceberg che nasconde, in realtà tutto lo studio e il lavoro di progettazione del marketing aziendale. Un approfondimento è stato fatto sulla valenza territoriale, le formalità da rispettare per i marchi e i requisiti fondamentali di validità che gli stessi devono avere. In relazione alla caratteristica della novità si è insistito molto sulla necessità di effettuare delle ricerche di anteriorità, consigliate ma assolutamente necessarie.

Altra caratteristica fondamentale per una valida tutela del marchio è la distintività: un marchio che descrive i prodotti e servizi che offre si espone a rilievi di nullità assoluta. Il marchio deve essere originale e unico, non esporre il fianco a possibili azioni da parte di concorrenti. Tutto questo può essere racchiuso in un unico marchio o in più marchi dello stesso richiedente, considerando che è possibile depositare marchi denominativi, costituiti solo da lettere o parole e/o numeri che non abbiano alcuna caratterizzazione grafica, figurativi, sonori, olfattivi, di colore, di posizione, a motivi ripetuti, di movimento, olografici e multimediali. Si è sottolineato come ogni componente del brand, sia esso un marchio o un design o un diritto di Copyright, costituisca un valore tangibile per l’impresa che, tutelandosi, accresce il proprio valore economico e imprenditoriale.

Per finire, l’avv. Carriero ha illustrato tutte le possibilità di tutela dei diritti derivanti da titoli di proprietà intellettuale che vanno a costituire il brand di un’impresa. Tra queste un posto speciale è sicuramente occupato dalla tutela civile che si può avere in relazione a possibili contraffazioni o casi di concorrenza sleale. Per questo tipo di violazioni si può agire, ad esempio evitando che merci in transito riportino marchi contraffatti attivando una sorveglianza doganale, proteggendo l’origine e la trasparenza per il consumatore che deve essere informato sia sul produttore che sul rivenditore, prevenendo che si diffonda l’impressione che il nome del prodotto sia un nome comune rendendo il marchio stesso nullo per volgarizzazione.

Alcune delle violazioni di cui sopra possono ricadere nell’ambito della tutela penale con conseguenti disposizioni specifiche quali, ad esempio, la confisca obbligatoria dei beni contraffatti o alterati.

Il seminario si è concluso sottolineando l’importanza di creare un marchio forte, difendibile, d’impatto: la folta platea, sia in presenza che on line, ha molto apprezzato la modalità di presentazione di un tema che non è affatto scontato, anche con quesiti di vario genere cui è stato risposto con soddisfazione degli astanti e dei consulenti stessi che hanno visto la vivacità e l’interesse per il tema proposto e gli argomenti presentati.

Nella diffusione della cultura della proprietà industriale il PatLib opera sul territorio abruzzese sin dal 2000 collaborando con istituzioni a livello nazionale e sovranazionale, cercando di raggiungere le imprese capillarmente, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove aziende forti nell’immagine che offrono di sé, nel prodotto/servizio offerto, competitività e qualità. Si cerca, insomma, di far capire che il brand non è solo un logo, un nome o un’immagine, ma è il modo in cui l’azienda viene percepita, un biglietto da visita. L’accurata progettazione del brand contribuisce a costruire una risorsa efficace e duratura che influenza le scelte dei consumatori, crea valore e sostiene la crescita aziendale.