L’imprenditoria femminile giovanile in Italia è un fenomeno in crescita capace di coniugare innovazione, creatività e intraprendenza. Le donne under 35 sono protagoniste di nuove attività imprenditoriali, soprattutto orientate al digitale, alla sostenibilità e al radicamento territoriale. Malgrado questi segnali positivi la componente femminile nelle startup innovative è ancora contenuta.
Secondo il rapporto Excelsior – Nuove Imprese 2024 di Unioncamere e Ministero del Lavoro e Politiche sociali, su oltre 103.000 nuove imprese avviate in Italia una su cinque è guidata da imprenditori under 35 e, di queste, il 30% è a guida femminile. Questo dato segna un segnale importante del crescente spazio delle giovani donne nell’imprenditoria, contribuendo a un sistema economico più dinamico e inclusivo.
Le giovani imprenditrici sono attive principalmente nei settori dei servizi alla persona, turismo sostenibile, ristorazione, cultura digitale e agricoltura biologica. Mostrano una predilezione per settori a forte contenuto relazionale e culturale, ma anche per la green economy. Le competenze più richieste riguardano la capacità di problem solving, la digitalizzazione e la gestione dei social e dell’e-commerce.
Tuttavia, la stessa dinamica non si ritrova nelle startup innovative. Al 2024, in Italia ci sono 11.565 startup innovative, ma solo 1.624 (14%) sono a prevalenza femminile, e tra le startup giovanili, la componente femminile è ancora minoritaria. Tra le difficoltà principali, si riscontrano l’accesso ai finanziamenti, la scarsa rappresentanza nei percorsi STEM e la difficoltà a entrare nei circuiti dell’innovazione ad alta intensità tecnologica.
Le startup sono concentrate nel Nord-Ovest (35,1%) e nel Sud e Isole (27,7%), con Lombardia, Campania e Lazio in testa per numero di imprese. In Abruzzo, seppur con numeri più contenuti, c’è una crescita interessante. Nel 2024, la regione conta 3.767 imprese femminili under 35, pari al 30,6% delle imprese giovanili abruzzesi. Per le startup innovative, l’Abruzzo ospita 295 imprese, circa il 2% del totale nazionale, ma solo l’11,4% è guidato da giovani. Anche la componente femminile è sottorappresentata, con solo il 19% delle startup a conduzione o partecipazione femminile, in linea con il Mezzogiorno, ma con una scarsa presenza nei settori tecnologici e digitali.
La Camera di Commercio Chieti Pescara svolge (e può ancora svolgere) un ruolo fondamentale attraverso iniziative mirate all’accrescimento delle competenze digitali e STEM, progetti di promozione dell’autoimprenditorialità e supporto alla creazione di impresa innovativa, come Visionaria, StartCup Abruzzo e il premio “Impresa in Rosa: che idea!”, per le startup femminili. Queste iniziative si affiancano ai progetti rivolti alle studentesse e studenti delle scuole medie superiori come i laboratori di creazione di impresa, PID Academy, Think your Job e NERD! Non è Roba per Donne, realizzato quest’ultimo da IBM e realizzato localmente con l’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara.
Per colmare i divari ancora presenti, è necessario rafforzare gli interventi attraverso politiche mirate, percorsi di accompagnamento alla crescita e un coordinamento stabile tra scuola, università, ITS e sistema imprenditoriale, in sinergia con gli altri attori istituzionali e del mondo della formazione.
InVetrina
Imprenditoria femminile: un’energia da liberare nel mondo dell’innovazione
