Federica Talanga intervista Vincenzo Schettini
Si è conclusa sull’onda di “Cibo, STEM e sentimenti” la trentanovesima edizione di Mediterranea.
Un finale indimenticabile quello che Vincenzo Schettini ci ha fatto vivere al Porto Turistico di Pescara lo scorso 6 luglio, incantando un pubblico da sold out con una lezione che ci ha fatto ridere, riflettere e sognare. Il suo messaggio? Le esperienze sono la vera base della conoscenza. E non possiamo che essere d’accordo.
Se vi state domandando chi sia Vincenzo Schettini, stiamo parlando del professore e divulgatore scientifico tra i più seguiti in tutta Italia, youtuber e conduttore televisivo. Specializzato in didattica della fisica, è stato sicuramente un ospite fuori dalle righe rispetto quella che è l’enogastronomia, ma noi come Camera di Commercio abbiamo voglia di attrarre un pubblico nuovo, diverso, giovane, e non solo.
Infatti, uno degli obiettivi della Camera di Commercio è quello di orientare i giovani e gli studenti, anche verso quelle che sono conosciute come discipline STEM (acronimo di Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), e abbiamo voluto farlo attraverso il linguaggio coinvolgente della divulgazione e l’approccio coinvolgente di Vincenzo Schettini, capace di collegare la scienza alla vita quotidiana, all’alimentazione e alla cucina, alle emozioni, alle relazioni umane e alla crescita personale.
Prima della sua lezione-spettacolo, abbiamo intervistato il professore nel backstage del palco di Mediterranea.
Vincenzo, che sensazioni hai, qui, appena arrivato al Porto Turistico?
“Una sensazione bellissima, tra l’altro hai detto bene, io sono proprio fuori dalle righe, talmente tanto che adesso interrogherò te! Scherzo. È una sensazione bellissima, io poi arrivo da una città di mare, quindi venire in un’altra città di mare è fantastico.”
A proposito del tuo ruolo, al di là di quello che farai tu stasera a Mediterranea, vorrei approfondire con te un tema sul quale noi Camera di commercio Chieti Pescara lavoriamo tantissimo: quello dei giovani. Ci dai una tua visione di giovane, di studente, di ragazzo? Ci vuoi lanciare un messaggio positivo?
“I giovani sono materia da plasmare, specialmente quelli nostri, di oggi, del 2025. Quindi lavoriamo, lavoriamo tanto. Voi come Camera di Commercio, io come professore, i genitori… Ad esempio, gli insegnanti americani parlano spesso di “project based learning”, cioè il lavorare a scuola, portandosi dentro la scuola le esigenze e le opportunità del territorio. Fantastico. Ed è questo quello che dobbiamo fare con i ragazzi, cioè non dobbiamo più pensare come si faceva nella scuola degli anni ’70-’80, ovvero solamente al programma scolastico, ma bisogna intrecciarsi reciprocamente, e voi mi avete chiamato qui per questo”.
La tua presenza qui, per noi, è molto significativa. Averti qui, per noi, ha significato riuscire a dare un’immagine nuova, dirompente a Mediterranea, che era quello che desideravamo fare.
L’ultima domanda: sei molto impegnato sulle materie STEM, cosa vorresti dire alle bambine e alle ragazze?
“Alle ragazze e alle bambine dobbiamo dire “mescolatevi con i bambini” perché tutto nasce da piccoli. Regalano le costruzioni ai bambini? Ribellatevi, dovete dire “anche io voglio le costruzioni, basta con le bambole”. È una provocazione per dire che culturalmente siamo genitori, zii, nonni che regalano ai maschi alcuni giochi, alle femmine altri. Questo non è bellissimo. I primi sette anni di vita sono fantastici, perché sono anni in cui il bambino assorbe tantissimo, come ad esempio le lingue. Oggi una mamma a Pescara mi ha fermato e mi ha detto “io a mia figlia faccio vedere solo cartoni animati in inglese”. Benissimo! È lì che cambi. Io ho sempre detto che tutte queste percentuali tra uomini e donne, quanti uomini ci sono nella scienza e quante donne, non contano nulla e non devono contare nulla. Non vi dovete far influenzare. Alle ragazze infatti dico “non vi fate influenzare”, seguite il vostro istinto senza vergognarvi. Così come dico ai ragazzi, se voi amate la danza, il disegno, l’arte, perché vi devono dire che sono cose da femmine? Lasciate perdere, non è così, perché ai tempi miei si dicevano queste cose, ormai questi muri sono abbattuti. La cultura, la conoscenza, è un mare meraviglioso nel quale tuffarsi e prendere quanto più possibile, perché attraverso quella scoprirete voi stessi, ragazze o ragazzi che siate, non è importante.”

