Previsioni, rincari energetici e strategie anticrisi

La survey. A settembre 2023 è stata condotta un’indagine presso il tessuto produttivo di Chieti e Pescara, sulla base di un questionario somministrato a 4.430 imprese italiane (utile per confronti), con la finalità di valutare l’impatto dei rincari energetici, le strategie di adattamento, i comportamenti green, il processo di digitalizzazione, le dinamiche produttive 2023 e le attese per il 2024. Le imprese coinvolte nell’indagine (205 nelle province di Chieti e Pescara) appartengono per un terzo al settore altri servizi e per il 23,9% sono manifatturiere. Seguono le imprese agricole (16,6%), le imprese del settore alloggio e ristorazione (10,2%), le imprese edili (6,8%), quelle del settore energia, gas e acqua (5,9%) e infine le estrattive (2,9%).

Preconsuntivo 2023. Il 36,6% delle imprese delle due province di Chieti e Pescara ha previsto nel 2023 un livello di fatturato identico al 2022, mentre il 38% prevede un aumento. L’aumento è previsto dal 17,6% delle imprese agricole, da circa il 40% di quelle industriali e commerciali. Il 30% delle imprese con meno di 9 addetti prevede un aumento, mentre quelle medie-grandi sono pari rispettivamente al 37,9% e al 48,7%.

Previsioni 2024. Il 32,2% delle imprese delle due province di Chieti e Pescara ha previsto nel 2024 un livello di fatturato identico al 2023, mentre il 33,2% prevede un aumento. L’aumento è previsto dal 20,6% delle imprese agricole, da circa il 30% di quelle industriali e da un terzo delle commerciali. Il 24% delle imprese con meno di 9 addetti prevede un aumento, mentre quelle medie e grandi salgono rispettivamente al 31% e al 46,1%.

L’impatto dei costi energetici. La maggior parte delle aziende italiane (28,4%) ritiene che il rincaro sia stato fortissimo, invece il 29,8% delle imprese delle province di Chieti e Pescara ritiene che il rincaro sia stato moderato. I settori economici nelle due province hanno tuttavia reagito in modo diverso: moderato per le imprese commerciali (38,1%) e altri servizi (37,8%) e forte nelle imprese industriali (25%). Il 70% delle imprese agricole si distribuisce equamente in forte, significativo e moderato. Moderato per le imprese con meno di 9 addetti e oltre 50. Forte aumento per quelle con 10-49 addetti. La maggior parte delle aziende delle province di Chieti e Pescara ritiene che il rincaro sia stato moderato anche nel 2023 (47,8%). Il giudizio moderato è espresso in tutti i settori economici e in tutte le dimensioni.

Il riflesso sui prezzi di vendita. La maggior parte delle aziende delle province di Chieti e Pescara ritiene che il prezzo di vendita non sia stato aumentato per compensare il rincaro energetico (45,4%) o quanto meno la compensazione è avvenuta in minima parte (25,9%). Il mancato aumento dei prezzi ha riguardato la maggior parte delle aziende in qualsiasi settore economico e in aziende di qualsiasi dimensione.

Il risultato di impresa. Le due province di Chieti e Pescara valutano margini positivi al di sotto della media italiana (29,8% contro 36,5%) mentre il 38,5% ritiene di aver ottenuto un margine negativo (32,5% le aziende italiane). Oltre la metà delle imprese agricole ha avuto margini negativi, mentre negli altri settori circa un terzo. Quasi la metà delle piccole imprese ha avuto margini negativi, mentre nelle medie-grandi imprese la percentuale è inferiore.

Le strategie di contrasto. Le due province di Chieti e Pescara hanno investito in processi e in prodotti a risparmio energetico al di sopra della media nazionale. L’Industria è Il principale settore di investimenti nei processi produttivi. Segue il settore primario che, tra l’altro, è quello che investe principalmente in prodotti. In tale contesto, le imprese maggiormente impegnate negli investimenti sostenibili sono quelle con oltre 50 addetti.

Gli investimenti Green. Le due province di Chieti e Pescara investiranno nel 2023-2025 di più della media nazionale. Il commercio è Il principale settore di investimenti in processi, seguito da quello agricolo e industriale. I settori agricolo e industriale sono i principali settori di investimenti in prodotti. Le principali imprese investitrici sono quelle con oltre 50 addetti.

Gli ostacoli agli investimenti Green. Escludendo i casi in cui l’attività dell’azienda non è idonea all’investimento, i primi 3 ostacoli riscontrati dalle due province di Chieti e Pescara riguardano: insufficienza di risorse economiche (13,8%, in aziende fino a 9 addetti o oltre 50, in tutti i settori economici); mancanza di interesse del management (9,2%, soprattutto nel commercio); alti costi delle materie prime (6,9%, soprattutto nelle aziende agricole e industriali con 10-49 addetti).

L’impegno nelle energie rinnovabili. La metà delle imprese non è interessata all’istallazione di impianti di rinnovabili, mentre il 32,2% ha installato un impianto fotovoltaico (al di sopra della media nazionale). Il 16,6% ha intenzione di effettuare l’installazione. Le imprese agricole e ricettive utilizzano solo fotovoltaico, mentre quelle industriali qualsiasi fonte. Assente la biomassa, mentre il micro-idroelettrico solo in altri servizi. Il fotovoltaico è la principale fonte per le imprese di qualsiasi dimensione imprenditoriale. Le piccole aziende ricorrono in minima misura anche all’eolico; le medie al solare termico; le grandi all’ idroelettrico, geotermico e solare.

Le tecnologie digitali. Il 24,9% delle imprese delle province di Chieti e Pescara ha adottato tecnologie digitali 4.0 (41,5% la media nazionale). Quasi un terzo delle imprese industriali e del commercio hanno adottato tali tecnologie (rispettivamente 31,6% e 28,6%); una quota che scende al 17,6% per le imprese agricole e al 20,3% per gli altri servizi. Le medie-grandi imprese sono quelle più virtuose, mentre solo il 10% delle piccole imprese le ha adottate.

La previsione di investimento nel digitale. Il 32,2% delle imprese delle province di Chieti e Pescara adotterà tecnologie digitali 4.0 (41,4% la media nazionale). A livello settoriale, il 43,4% delle imprese industriali adotterà tecnologie digitali, seguite dalle imprese agricole (32,4%). Oltre la metà delle grandi imprese (51,3%) adotterà tecnologie 4.0, mentre le piccole solo il 18%, seguite dalle medie imprese con il 31%.

Le tecnologie 4.0 di investimento. Le principali tecnologie adottate dalle imprese sono i Big data e analytics (23,4% nelle due province), cloud computing, simulazione fra macchine connesse, robotica (20,8%), IoT (19,5%) e la sicurezza informatica (18,2%). Nelle imprese agricole la principale riguarda i Big data; in quelle del commercio oltre ai Big data anche la sicurezza informatica, mentre nelle imprese industriali robotica e simulazione.

Effetti dell’investimento. Le tecnologie 4.0 hanno avuto principalmente impatto sull’organizzazione interna (66,2%, in tutti i settori economici) e sull’assetto tecnologico (46,8%, soprattutto nelle imprese industriali). Per le imprese con meno di 9 addetti l’effetto principale riguarda l’organizzazione interna; per le medie imprese l’assetto tecnologico, mentre per le imprese con 50 addetti e oltre sia l’organizzazione interna sia l’assetto tecnologico.

Gli ostacoli all’investimento 4.0. I motivi che hanno spinto le aziende ad introdurre tecnologie 4.0 sono principalmente legati all’efficienza interna e quindi alla riduzione dei costi, nonché dal miglioramento dei livelli qualitativi di produzione (66,2%, in qualsiasi settore economico).

Escludendo i casi in cui l’attività dell’azienda non è idonea all’investimento in tecnologie digitali, i primi tre ostacoli riscontrati dalle due province di Chieti e Pescara riguardano: risorse economiche insufficienti (10,2%, difficoltà riscontrata in ogni settore economico esclusa agricoltura), incertezza sul futuro (7,8%, per lo più industria), mancanza di interesse da parte del management (6,2%, soprattutto agricoltura). Le piccole imprese risentono soprattutto dell’incertezza del futuro; le medie/grandi dell’insufficienza di risorse economiche.

La strategia di mercato delle imprese. Le principali strategie adottate dalle province di Chieti e Pescara per aumentare clienti/vendite sono:

  • Aumento della qualità e della varietà dei prodotti (tutti i settori economici);
  • Produzione su misura delle richieste del cliente (e maggiore collaborazione con i propri clienti, soprattutto per le imprese industriali;
  • Investimenti in brand e comunicazione, soprattutto per le imprese commerciali.

Le piccole imprese ricorrono specialmente all’aumento della qualità e varietà dei prodotti, mentre le medie-grandi anche al Tailor made.

Shock esogeni e strategie di contrasto. Oltre il 62% delle imprese delle due province non ha attuato strategie (sebbene il 35,1% abbia avuto conseguenze). Le principali strategie adottate sono: riduzione di spese accessorie (20,5%, in tutti i settori economici); riduzione ore di lavoro (10,2%, è la seconda strategia in tutti i settori eccetto il commercio in cui è stata rallentata la produzione con riduzione del personale e degli investimenti); riduzione investimenti (10,2%).

Strategie di contrasto ai rincari energetici. Le due province di Chieti e Pescara hanno adottato o prevedono di adottare principalmente strategie finanziarie (37,1%, agricole e di altri servizi) e investimenti in impianti di energia rinnovabile (29,3%, industriali e nel commercio). Il 28,8% delle aziende invece non ha adottato alcuna strategia. La maggior parte delle piccole imprese non ha adottato nessuna strategia o ha adottato strategie finanziarie come le medie imprese.

Leggi anche