Ciak si gira: il cineturismo in Abruzzo

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Il cineturismo, ossia le visite ai luoghi delle riprese cinematografiche, è un fenomeno in crescita già da una ventina d’anni, ma in Italia è ancora poco diffuso. Lo scopo è quello di trasformare i set fisici, le location, siano esse grandi metropoli che piccoli borghi o aree naturali, in mete da visitare.

La nascita del cineturismo si riconduce sicuramente nell’ambito del marketing territoriale ed esperienziale, uno strumento di storytelling per far conoscere, o per rilanciare, un determinato territorio.
Nato a metà degli anni 90 negli Stati Uniti, e propagatosi in tutto il mondo, il cineturismo mette al centro del viaggio il cinema, proiettando il viaggiatore in una dimensione prettamente esperienziale.
Da fenomeno di nicchia o di culto, sta divenendo il segmento di turismo più trainante in grado di spostare gli equilibri economici di un dato territorio.

Già nel secondo semestre 2019, l’indagine di Expedia Group evidenziava un incremento della domanda turistica in Abruzzo quasi del 15%, molto probabilmente grazie alla popolarità di luoghi simbolo di serie televisive di grande successo come “Il nome della Rosa” che hanno portato alla ribalta paesaggi meravigliosi come le gole di Fara San Martino, l’eremo di Santo Spirito a Majella e il castello di Roccascalegna, e “The New Pope” di Paolo Sorrentino che ha girato molte scene tra Caramanico e Roccamorice riscoprendo il suggestivo eremo di Santo Spirito.
Naturalmente non basta avere un territorio ricco di spunti naturalistici e culturali, ma occorre raccontali e comunicarli in modo accattivante oltra alla creazione di una struttura che possa attrarre e sostenere le produzioni cinematografiche nazionali e internazionali, al fine di ottenere un’importante ricaduta economica sul territorio e, al contempo, favorire lo sviluppo delle imprese e dei professionisti.

Si tratta delle Film Commission, autorità amministrative predisposte all’attrazione di produzioni cinematografiche ed audiovisive in un determinato territorio. Il loro ruolo è quello di offrire alle produzioni una serie di incentivi di natura amministrativa e logistica ma soprattutto di tipo finanziario per spingerle a girare in determinati luoghi, svolgendo così un’attività di promozione del territorio. Oltre allo scopo più puramente pubblicitario, il ritorno economico sul territorio più immediato è dato dall’indotto che la presenza di una produzione in loco porta con sé.

I fondi stanziati dalle Film Commission possono provenire da enti locali, statali o privati, e la selezione dei film da finanziare varia a seconda degli enti che possono istituire veri e propri bandi di concorso, oppure essere contattati direttamente dalle produzioni che sottopongono all’attenzione della commissione il loro il progetto.
Sempre più spesso le Film Commission iniziano a collaborare con le Agenzie turistiche regionali per attività di co-marketing che sfruttino le capacità di visibilità di un film per attrarre visitatori nella consapevolezza che un mero un video promozionale ha un’efficacia inferiore al product placement che può offrire il cinema.
Le Film Commission italiane più attive da questo punto di vista sono sicuramente quelle della regione Puglia, del Trentino e la Torino Piemonte Film Commission mentre l’Abruzzo, pur avendo una Film Commission dal 2017, non è riuscita a renderla realmente ed efficacemente operativa.
L’uscita nelle sale del film “L’arminuta” tratto dal romanzo della scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio, ambientato in Abruzzo ma girato nella Regione Lazio, ha rimesso in evidenza una problematica già nota da anni che caratterizza il mondo dell’industria cinematografica e audiovisiva in Abruzzo danneggiando il settore turistico e l’immagine stessa della Regione.

La regione Abruzzo ha annunciato la creazione nel 2023 di una fondazione Abruzzo film Commission volta a sostenere il territorio, sviluppare le sue potenzialità e attirare il mercato delle produzioni cinematografiche. Il cineturismo rappresenta un potente fattore di moltiplicazione economica che aumenta in proporzione alla capacità del territorio di offrire servizi, personale ed incentivi. Per questo è decisivo essere organizzati e fare un percorso che consenta al territorio abruzzese, così ricco, selvaggio e variegato, lo sviluppo di un business legato alle produzioni cinematografiche.

Valentina Di Bonaventura
Ufficio supporto organi istituzionali e affari generali CCIAA CHPE, Dottore commercialista. Sono appassionata di cinema, letteratura e sport. Mi diletto con le arti creative.

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